Disturbi della personalità

  • Oltre a presentare i sintomi psicopatologici già discussi in altre sezioni di questo sito, gli esseri umani possono soffrire anche di disturbi di personalità, ovvero possono non presentare un sintomo definito, ma avere una struttura generale del comportamento e di gestione delle relazioni che mette in evidenza chiare disfunzionalità.

    La personalità, insieme di aspetti psicologici ereditati e acquisiti, variamente definita, esprime la modalità attraverso la quale ciascuno di noi risponde, percepisce, pensa e interagisce con l’ambiente. E’ il “tentativo di soluzione esistenziale” che ciascuno di noi si è costruito attraverso esperienze personali, a partire dalle caratteristiche ereditarie.

    Il DSM 5, il manuale classificatorio dei disturbi psichiatrici redatto dagli psichiatri americani, considera le dimensioni cognitiva, affettiva, relazionale e del controllo degli impulsi nell’intento di determinare pattern di personalità che presentino un turbamento significativo nella dimensione intrapsichica e/o interpersonale. I disturbi sono catalogati in base a affinità di tipo clinico-descrittivo in tre cluster:

    1. A) disturbi con comportamento bizzarro (paranoide, schizoide e schizotipico)
    2. B) disturbi ad alta emotività (antisociale, borderline, narcisistico e istrionico)
    3. C) disturbi con forte ansietà (dipendente, evitante, ossessivo-compulsivo).

    Ripetiamo qui l’avvertimento già espresso in precedenza che potrebbe essere metodologicamente arrischiato trattare i disturbi mentali come generi naturali. Possiamo però accettare queste classificazioni per uso pratico di descrizione, confronto e dialogo tra i professionisti e i teorici del disagio mentale.

    Cluster A

    Disturbo paranoide – Il rigido stile cognitivo è caratterizzato da un’attenzione allertata e da frequenti idee di riferimento e di sospetto. L’ipervigilanza che caratterizza l’area affettiva può portare, a seconda dei livelli di aggressività, dalla riservatezza alla vendicatività, passando per litigiosità, arroganza e rabbia. Le relazioni sono disturbate dal modello cognitivo ed è frequente la solitudine dal momento che l’altro è percepito come potenziale nemico, fonte di inganni e raggiri, o comunque come non simpatetico con la visione delle cose portata avanti dallo stile paranoide. Il controllo degli impulsi può presentare limiti nella gestione della rabbia. Frequenti sono i sospetti ingiustificati riguardo alla fedeltà del partner.

    Le principali interpretazioni del disturbo provengono dalla psicoanalisi. Nel paranoide la sopravvivenza emozionale dipende dalla possibilità di scindere tutta la “cattiveria” e proiettarla in figure esterne; così viene allentata la tensione interna tra gli introietti. L’esperienza che il paranoide fa degli altri è discontinua; nessuna relazione è percepita come duratura nel tempo. Prevale la convinzione che presto l’altro svelerà le sue vere intenzioni malevoli. La modalità difensiva prevalente è la proiezione, anche nella sua variante di identificazione proiettiva. Dietro il sistema proiettivo giacciono contenuti depressivi e rappresentazioni del Sé diametralmente opposte. Assieme a una versione di Sé grandiosa, ne esiste una svalorizzata e debole. Il lavoro analitico con i paranoidi punta ad ottenere una integrazione interiore di ciò che viene proiettato. Si cerca di fare comprendere e accettare l’origine interna della negatività proiettata negli altri.

    Disturbo schizoide – Questi disturbo comporta spesso una funzionalità cognitiva all’interno di uno spazio sociale ristretto, costante e stabile nel tempo. Nelle relazioni affettive questi soggetti appaiono freddi, formali, distaccati e indifferenti. L’area relazionale è caratterizzata da una seria compromissione, con scarso o nessun desiderio di entrare in relazione con gli altri, conseguente l’isolamento sociale. Sono assenti le amicizie confidenziali e scelte piuttosto attività solitarie. Sembra esserci poco interesse per le attività sessuali con un’altra persona.

    Da un punto di vista psicoanalitico, si rileva che il mondo interno privato dello schizoide è molto più ricco e articolato nelle fantasie di quanto mostri la socializzazione ristretta. Questa discrepanza è espressione di una scissione o frammentazione del Sé in diverse rappresentazioni di sé che rimangono non integrate. Il risultato è una diffusione di identità dipendente dal conflitto. Il lavoro psicoanalitico mostra che gli schizoidi sono interessati alla relazione con gli altri, ma rimangono congelati ad un precoce stadio di relazione. Il compito dello psicoanalista è quello di “sciogliere” le relazioni oggettuali interne fornendo all’analizzato una nuova esperienza di relazione. Lo stile schizoide di relazione dipende dal fallimento delle precoci relazioni con le figure genitoriali, una sorta di fallimento maturativo primario.

    Disturbo schizotipico – Cognitivamente caratterizzante questo disturbo sono i comportamenti eccentrici giustificati da distorsioni percettive e di giudizio, che presentano idee di riferimento, esperienze di chiaroveggenza, di tipo telepatico, pensiero magico, linguaggio vago e stereotipato. La vita affettiva è angustiata da un’ansia sociale dipendente da preoccupazioni paranoidi piuttosto che da giudizio negativo di sé. L’eccentricità può determinare difficoltà relazionali: nei casi di più acuto disagio e disadattamento possono comparire episodi psicotici transitori. Spesso non ci sono amici stretti o confidenti eccetto i parenti di primo grado.

    Gli individui con disturbo di personalità schizotipico sono molto simili agli individui schizoidi. Schizoidi e schizotipici costituiscono un continuum; nello schizotipico prevalgono le bizzarie di comportamento, comunicazione e ideazione. Dal punto di vista psicoanalitico le due condizioni sono strutturalmente simili.

    Cluster B

    Disturbo borderline – Da un punto di vista cognitivo, questo disturbo si presenta nei soggetti con immagini di sé e degli altri marcatamente instabili, con caratteristiche vette di idealizzazione e crolli di svalutazione. Sono possibili in fase di scompenso fenomeni psicotici transitori. La regolazione affettiva è altamente instabile, è caratteristica una spiccata labilità degli affetti, che si manifesta in cambiamenti di umore repentini, rabbia e intensa ambivalenza affettiva). Sono caratteristici cronici sentimenti di vuoto. L’instabilità delle relazioni interpersonali che deriva dalla labilità affettiva porta a intense angosce di abbandono. La capacità di controllo degli impulsi è scarsa e possono presentarsi comportamenti aggressivi e gesti autolesivi.

    Da un punto di vista psicoanalitico la definizione di borderline emerse negli anni ’30 e ’40 per designare una condizione di “pannevrosi”, “panansietà” e “pansessualità”, in cui il funzionamento dell’io era più alterato che nella struttura nevrotica, nonostante il mantenimento di una adattamento alla realtà. Caratteristiche del disturbo erano l’incapacità a programmare realisticamente, l’incapacità a difendersi contro impulsi primitivi e la predominanza dei processi di pensiero primario sui processi di pensiero secondario. I borderline si consumano nel tentativo di stabilire delle relazioni esclusive con un’unica persona con cui non vi sia alcun rischio di abbandono. Il raggiungimento di questo obiettivo attiva però due tipologie di ansia. Da un lato cominciano a temere di essere fagocitati da un’altra persona e di perdere la loro propria identità in questa primitiva fantasia di fusione. Dall’altro, esperiscono un’angoscia che confina nel panico all’idea di poter essere abbandonati. L’ambivalenza con l’oggetto maternalizzato genera sia la dipendenza abbandonica che la svalutazione dell’oggetto tipica della labilità affettiva che caratterizza il quadro. In questi soggetti l´Io ha superato senza troppi incidenti il momento in cui le frustrazioni della primissima età avrebbero potuto creare fissazioni prepsicotiche tenaci, ed essi non sono regrediti a tali fissazioni nemmeno nella loro evoluzione ulteriore. Tuttavia, nel momento in cui iniziava per loro l´evoluzione psichica normale questi soggetti hanno subito un importante trauma psichico, nel senso affettivo del termine, cioè un turbamento pulsionale sopraggiunto in uno stato dell´Io ancora troppo inorganizzato e troppo immaturo sul piano delle difese dell´adattamento e dell´assetto. La relazione oggettuale è rimasta centrata su una dipendenza anaclitica (cioè di appoggio) nei riguardi dell´altro con minaccia di tipo depressivo e la angoscia tipica del disturbo è una angoscia di perdita. Il momento patogenetico originale dello sviluppo di un quadro borderline risale alla fase simbiotico- fusionale con la figura materna. A volte si assiste in questi soggetti a una divisione del campo relazionale in due settori distinti, l´uno conservante una valutazione corretta della realtà, l´altro funzionante con modalità meno realistica: questa è una difesa contro la minaccia di esplosione: cioè, per non doversi frammentare, l´io si deforma scindendosi in un settore adattativo e uno anaclitico.

    Disturbo antisociale – E’ lo psicopatico delle vecchie nosografie (il cosiddetto “delinquente nato”). Nel profilo biografico emerge una modalità pervasiva di inosservanza e violazione dei diritti degli altri. Il disturbo è caratterizzato da incapacità a pianificare, impulsività, irresponsabilità, aggressività e una peculiare mancanza di rimorso e senso di colpa per i danni causati agli altri. Interessanti gli studi di neuroimaging che hanno evidenziato una riduzione volumetrica della sostanza grigia prefrontale, localizzazione delle funzioni di controllo selettivo degli impulsi.

    Disturbo istrionico – Sul piano cognitivo i soggetti istrionici sono distraibili, incapaci di mantenere a lungo la concentrazione e di analizzare criticamente i fatti. L’espressività affettiva evidenzia labilità, superficialità ed esuberanza. Nelle relazioni il soggetto istrionico evidenzia modalità pervasive di una mutevole ed eccessiva emotività espressa, ricerca dell’attenzione unità a superficialità dei rapporti, portata avanti con stile seduttivo. L’area del controllo degli impulsi mostra frequenti strategie ricattatorie, gesti autolesivi e tentativi di suicidio a scopo dimostrativo, conseguenti a frustrazioni. Una interpretazione psicoanalitica inserisce il disturbo nello spettro dell’organizzazione borderline, in quanto l’angoscia di abbandono e la mancanza di costanza oggettuale sono presenti in modo preponderante. Le tematiche edipiche non risolte sono piuttosto tipiche dell’isteria.

    Disturbo narcisistico – I soggetti affetti da questo disturbo si sentono portatori  un grandioso valore individuale, pensano di essere unici e speciali, anche se il mantenimento dell’autostima è fragile e necessita di continue conferme esterne. La caratteristica nucleare della affettività narcisistica è la mancanza di empatia e l’incapacità di riconoscere gli altri come portatori di esigenze autonome giustificate. Le relazioni personali servono soprattutto a mantenere una fragile autostima attraverso forme di manipolazione e sfruttamento.

    Il controllo degli impulsi è carente per quanto riguarda la capacità di tollerare la frustrazione. La reazione a critiche e rifiuti è l’emergere di sentimenti di odio e progetti vendicativi. Si può collocare in disturbo narcisistico nello spettro dell’organizzazione borderline. La forma maligna del disturbo sarebbe un anello di passaggio tra il disturbo narcisistico e il disturbo antisociale. Questi disturbi narcisistici sembrano essere caratterizzati dall’introiezione di precursori sadici del super-io e dalla creazione reattiva del Sé grandioso patologico.

    Cluster C

    Disturbo evitante – I soggetti affetti da questo disturbo mostrano carente autostima, ipersensibilità alle critiche, evitamento del giudizio degli altri e appaiono goffi e imbarazzati nelle situazioni sociali, che vivono con ansia e disagio. Sono affettivamente inibiti per timore di essere ridicolizzati. Diversamente dallo schizoide, il soggetto evitante vive il disturbo in maniera egodistonica; lo sente quindi come un problema dal quale può tentare di liberarsi con l’uso-abuso di farmaci e droghe, alla ricerca di una maggiore disinibizione. A livello psicoanalitico, si delinea un modello difensivo di livello più alto rispetto al disturbo schizoide, nel quale è presente diffusione di identità, con la prevalenza della rimozione. Una valutazione del Sé come inadeguato e non rispondente agli standard suggeriti dall’Ideale dell’Io crea una situazione di conflitto strutturale.

    Disturbo dipendente – Lo stile di pensiero di questo disturbo evidenzia incapacità di autodeterminarsi, rifiuto di responsabilità, delega di decisioni, necessità di rassicurazione continua, terrore della separazione e mancanza di autostima. I rapporti affettivi privilegiati sono quelli con persone potenti e rassicuranti, la cui possibile fine è vissuta con profondo stress, derivante dall’ambivalenza della posizione. Le modalità relazionali prevedono un atteggiamento mite e sottomesso atto a procurarsi cure e accudimento.

    Il soggetto è caratterizzato da una mancanza di un introietto buono stabile, e da una marcata ambivalenza nelle relazioni con gli oggetti. Ogni allontanamento reale o simbolico può suscitare l’ambivalenza inconscia e le fantasie di distruzione e abbandono.

    Disturbo ossessivo/compulsivo – Lo stile cognitivo prevalente in questi soggetti è caratterizzato da freddezza, e da una diffidenza per le emozioni che sono giudicate disordinate e illogiche. Nella vita affettiva e relazionale prevale la rigidità e la mancanza di flessibilità e anche le modalità di conduzione della quotidianità sono improntate all’ordine, alla disciplina e al rigore, imposti a sé e alle persone della cerchia familiare. Il carattere conflittuale però di questa organizzazione di personalità non porta a performance brillanti, perché l’attenzione al dettaglio impedisce il completamento del compito finale.

    I tratti specifici del disturbo sono riferibili ad una regressione alla fase anale di sviluppo psicosessuale, dipendente dall’angoscia di castrazione della fase edipica.

Fabio Gallazzi - Psicologo - Prato - Via F. Baldanzi, 9 © 2020. Tutti i diritti riservati