Egr. dottore, il suo è uno dei siti che ho letto per informarmi sugli attacchi di panico. Circa due anni fa, d’estate, ero al mare da solo, con mia moglie e mio figlio adolescente che erano tornati in città per un appuntamento medico. Sono andato sulla spiaggia da solo e a un certo punto ho sentito che il cuore mi batteva stranamente, ho avuto paura di svenire o di mettermi a urlare. Una sensazione mai provata prima, uno spasmo d’angoscia che mi ha terrorizzato. Sono tornato a casa, ho resistito a correre al pronto soccorso, sapevo che non erano sensazioni da infarto, e qualcosa dentro di me

mi ha fatto ricordare della descrizione che un mio amico tanti anni fa mi ha fatto dei suoi attacchi di panico. Non credevo possibile succedesse anche a me. Sono stato sempre un tipo ansioso, ma anche mi gettato alle spalle, cercavo di non pensare alla dimensione della sintomatologia psichica e mi sembravano tutte stupidaggini le cose raccontate dagli psicologi. Non capisco come si possa cambiare a 56 anni… Con mia moglie che ormai è una sorella, ci diamo tanto da fare per aiutare mio figlio che ha dei grossi problemi di timidezza e sta perdendo un anno a scuola. Ora ho timore che non mi sia accorto di trasmettergli delle ansie. Non sono andato né da psichiatri, né da psicologi, giro con in tasca delle benzodiazepine che non prendo, ma ho ridotto tanto le mie attività anche sportive, e al lavoro funziono col pilota automatico, anche se già mi piaceva poco prima. Devo temere un peggioramento? Questa è la cosa che più mi spaventa.