Buonasera dottore, sono una ragazza di 19 anni. Sto scrivendo a vari psichiatri il mio sintomo; forse può capirmi chi ha letture da filosofo. Un mio amico che fa filosofia mi parla di delirio solipsistico. Ecco di che si tratta. Da circa due mesi e mezzo soffro di derealizzazione. O almeno credo. All’inizio avevo solo un grande senso di vuoto dentro di me dovuto al fatto di non aver passato il test di medicina. Successivamente questa insoddisfazione si è come sviluppata, da cosa nasce cosa insomma, e mi ha portato a pensare a un “problema” più grande. È una sensazione che ho da sempre, io mi sento come se l’attenzione del mondo fosse concentrata su di me. Io mi sento osservata e allo stesso tempo osservatrice, mi sento come una specie di telecamera vivente, la telecamera vede e riprende cose e persone, quando si sposta ne riprende altre in un altra scena e tu vedi solo quello che riprende la telecamera in un determinato momento, la scena che riprendevi prima non c’è più anche se magari va avanti per conto suo, solo che tu non sai cosa sta succedendo perché non la stai più riprendendo. Ecco questo mi mette angoscia, io ho come una sensazione addosso da tutta la vita che qualsiasi cosa io faccia, dovunque io vada tutto è concentrato su di me. Per farle capire meglio, è come se io avessi costantemente una luce che mi illumina dall’alto, e illumina solo ed esclusivamente me e mi segue dovunque io vada, si sposta con me e intanto il resto rimane escluso. Questa luce diciamo così, la sento sia esternamente a me che dentro di me. Luce per farle capire, in realtà è tutta una sensazione che ho addosso. È come se il mondo, se l’attenzione fosse concentrata tutto il tempo solo ed esclusivamente su di me e sulla mia vita. È una cosa come innata che ho, non è una cosa che va e viene come una qualsiasi emozione o sensazione, ce l’ho da sempre, però non ho mai voluto pensarci perché non me la spiego e quindi mi fa paura, e non ci avevo mai fatto caso anche se c’è sempre stata. Ora invece non so per quale motivo, forse per la fase che sto vivendo, ho ricominciato a pensarci e mi ossessiona. L’ho sempre sentita e so di averla, la sento anche quando sto bene, ma quando sto bene o come non ho pensieri non ci penso anche se la sento, ora invece già sto male per quello che le ho spiegato, in più ho cominciato a concentrarmi su questa cosa. Non so come fare per non pensarci così intensamente. È come se come vedo la realtà, le sensazioni del tatto, del gusto, udito, della vista, dello stare male, bene, qualsiasi emozione la sentissi solo io e non tutti quanti. Quello che sento potrebbe essere una cosa che sentono tutti in realtà, perché ognuno vive con sé stesso con la sua vita, e non può essere quindi anche nella vita di un’altra persona e vivere la sua realtà. 
Solo che anche se forse è normale, mi sembra di sentirmi solo io così, e non che tutti si sentono così, perché magari non ci pensano. Sono una persona estremamente emotiva e sensibile per queste cose, il problema è che sono anche molto pessimista, e percepisco questa cosa che sento come una maledizione, come una cosa cattiva. Ho paura a stare con me stessa, perché non sopporto di sentire che tutto, l’attenzione del mondo è concentrata solo su di me. Mi sento come il personaggio principale di un film o un libro, viene ripreso sempre e solo lui e la sua vita, la differenza è che in questo caso la telecamera non è esterna a me, sono io la telecamera che vede e riprende. Quindi non è che ho una specie di sindrome di Truman, perché non è esterna a me questa sensazione, ma dentro di me. Sono io così in sostanza. Mi sento sola in questa cosa e mi sembra che nessuno possa capire fino in fondo quello che sento e darmi una risposta sul perché sono così o mi sento così. Motivo per cui sono costantemente in ansia, provo paura, panico, angoscia. Ho paura a stare da sola con me stessa perché sento costantemente questa sensazione addosso e non la sopporto. L’ho detto a mia mamma e mi ha portato degli esempi suoi della sua vita da giovane che in parte hanno rispecchiato quello che sento, ma comunque l’effetto positivo di non sentirmi l’unica in questa cosa, diciamo dura poco e dopo un po mi prende di nuovo l’angoscia. Ho provato anche a pensare che magari mi sento così per una ragione, perché ho qualcosa di particolare magari di speciale, però per quanto mi sforzi non riesco ad accettarlo e a vederlo come magari qualcosa di positivo, di bello, magari un dono datomi da Dio ad esempio, subito i pensieri negativi mi assaltano e finisco solo col pensare che sia una cosa brutta che magari non sono normale, non sono umana o cose del genere. Il fatto è che io ne sono pienamente consapevole, non è che mi sento così e basta, vivo in un mondo tutto mio ecc, anzi ho paura del fatto che sia così, ho paura di avere qualche malattia, mi rendo conto di come sono e penso che sia cosi perché magari ho una malattia. Ho paura che questa cosa non mi abbandoni più e di diventare matta. Io penso che se una persona avesse davvero una malattia mentale non se ne renderebbe conto, altrimenti non esisterebbero persone con lei, psicologi, psicoterapeuti ecc. Solo che io sento questa cosa come un problema e non riesco a vederla diversamente. E ripeto, la cosa strana di tutto questo è che non è una cosa che va e viene, ma ce l’ho da quando sono nata. Altro motivo per cui ho paura che nessuno sappia capirmi e dirmi che cos’è. Ho paura che non abbia una soluzione come ce lha qualsiasi altro problema. Col il tempo di questi due mesi ho formulato sempre più ipotesi nella mia testa. Quando vedo, osservo le cose, è come se il mio raggio ottico fosse un palcoscenico, e le persone che mi passano davanti, i personaggi che si muovono al suo interno. Mi sento una come una specie di occhio del mondo. Magari sono in casa e sono in un angolo che mi guardo attorno, passano davanti a me i miei genitori, ed è come se fossero dei personaggi finti creati di me. 
È come se mi sentissi Dio. Penso che tutto ciò che vedo sia frutto della mia immaginazione visiva, non riesco a percepire che anche gli altri quando vedono e si spostano, vedono secondo il loro punto di vista (letteralmente parlando), e mi vedono dalla testa ai piedi. Questo mi porta senso di irrealtà, mi sembra di vivere in un sogno dove tu vedi una scena che si compie con dei personaggi, ma il sogno è tuo e ciò che vedi in realtà non esiste, l’hai creato tu. Questo mi ha portato a pensare che le persone vivono, respirano, sentono, vedono grazie a me, per il fatto che io esisto, e che con il dono della vista creo per loro un palco su cui muoversi. Questo mi porta a credere che le persone non esistano, che in realtà non vivono, che non è vero che ognuno in ogni parte del mondo ha una sua vita ecc. Percepisco tutto come creato da me, questo automaticamente mi porta a non trovare conforto in niente e nessuno, ogni cosa che qualcuno mi dice per confortarmi io non ci credo perché penso “tanto tu sei solo il frutto della mia immaginazione, in realtà non esisti”. mi sento estremamente sola, come se esistessi solo io nel mondo. Se penso di iscrivermi all’università mi blocco, xk penso che se studiassi qualcosa, non crederei a niente di quello che c’è scritto xk penso che tanto tutto è stato creato da me e che gli altri non se ne rendono conto. Non mi sento nemmeno più umana. Non so più chi sono, non so più se i miei genitori lo siano davvero oppure se io sono sempre esistita e loro sono frutto della mia immaginazione. Non credo in niente e nessuno, ho perso la fede a causa di queste mie idee. Quando vado in giro non sopporto di vedere, di sentire, non sopporto niente. Sono convinta di ciò che sento è penso, almeno credo. Non lo so. Non distinguo più niente. Cosa devo fare??? Vivo nella paura, nell’ansia più totale, piango. Non trovo pace. Ho paura di perdere il mio ragazzo che non so più se esiste o no, e tutti i miei amici. Ho paura che non potrò mai più avere una vita, ritornare ad essere felice reprimendo questa parte di me che sono sempre riuscita ad ignorare fin ora. Cosa posso fare? Cos’è questa cosa? Perché a me?? Ci sono giorni in qui piango così tanto e mi agito che mi sembra di morire. A volte mi guardo allo specchio per capire che sono finita e che sono una persona, ma non mi basta, perché poi quando mi sposto, tutto si sposta con me e solo attraverso il mio punto di vista. A volte ho pensato che vorrei essere un’altra persone per vedere se anche lei vede le cose come me, e quindi se è normale oppure no. La prego mi aiuti, mi sembra di non poter più vivere. 
Spero mi risponderà. Grazie.